Intervista alla Dr.ssa Milena Colzani su Radiorizzonti 88FM

Interviste Pubblicato il 15 Dicembre 2021

La Dr.ssa Milena Colzani, Diabetologa, Dietologa ed Endocrinologa presso Meditel Clinica Polispecialistica di Saronno è intervenuta martedì 14 dicembre a Radiorizzonti 88FM all’interno di “Orizzonti Magazine” la rubrica radiofonica ideata in collaborazione con Meditel.
La nostra Specialista ha affrontato il tema “Diabete: come riconoscerlo, prevenirlo e combatterlo a tavola e con lo sport”.

Ricordiamo che ogni primo martedì del mese alle h.9.29 e alle h.17.08 va in onda su Radiorizzonti 88 FM  “Orizzonti Magazine-Meditel”: un medico specialista di Meditel affronta tematiche differenti legate alla salute, rispondendo in diretta alle domande degli ascoltatori.

 

Clicca sul link per ascoltare l’intervista della Dr.ssa Milena Colzani: https://www.radiorizzonti.org/show/orizzonti-magazine-meditel/ 

Ecco il testo completo dell’intervista:

Il 14 novembre è stata la giornata mondiale del diabete quindi può spiegarci cosa ha rappresentato questa data e cosa significa essere portatori di questa patologia e come incide nella qualità di vita del paziente?

La Giornata Mondiale del Diabete è la principale campagna di sensibilizzazione mondiale della comunità del diabete. Si svolge ogni anno il 14 novembre. Questa data celebra l’anniversario della nascita di Frederick Banting al quale viene attribuita la scoperta dell’insulina con l’aiuto di Charles Best. Da allora la medicina a ha fatto passi da gigante nella terapia del diabete che rimane tuttavia una malattia dalle dimensioni di una pandemia come dimostrano i “numeri del diabete”:

  • 415 milioni di persone (prevalenza 8.3%) hanno il diabete nel mondo nel 2015, entro il 2040 saliranno a 642 milioni
  • in Italia oggi 3 milioni di persone hanno avuto una diagnosi di diabete di tipo 2 ( 4,9% della popolazione );  1 milione di persone hanno il diabete di tipo 2 ma non sono ancora diagnosticate (1,6% della popolazione) 2,6 milioni di persone hanno difficoltà  a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2 ( 4,3% della popolazione). In pratica oggi il 9,2% della popolazione italiana ha  difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia.
  • Nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

Come mai ci si ammala di diabete?

Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici all’interno delle cellule. Quando l’insulina è prodotta in quantità non sufficiente dal pancreas oppure le cellule dell’organismo non rispondono alla sua presenza, nel sangue si avranno livelli di glucosio più alti del normale (iperglicemia) favorendo, così, la comparsa del diabete mellito.

E’ vero che non sempre l’ereditarietà genetica è responsabile dell’insorgenza del diabete?

In realtà non è solo a causa dei nostri geni che ci ammaliamo di diabete. Ce lo insegna l’epigenetica, una nuova scienza che indaga i meccanismi attraverso i quali stress, cattive abitudini alimentari, scorretti stili di vita, modificano l’espressione genica senza alterare il DNA, modificazioni che vengono trasmesse alle generazioni successive

Quanto è pericoloso il diabete?   

Spesso la diagnosi di diabete viene fatta nei reparti di cardiologia, neurologia, nefrologia ed oculistica perché cuore, cervello, reni ed occhi sono il bersaglio “privilegiato” del diabete.

È molto importante quindi prevenire la malattia: ci può spiegare  quali sono le più importanti azioni da attuare per evitare di ammalarsi di diabete?

La prevenzione del diabete non solo è possibile ma è anche molto semplice: basta seguire uno stile di vita sano.

I soggetti a rischio, inoltre, dovrebbero tenere d’occhio l’eventuale insorgenza dei primi sintomi della malattia per evitare che venga diagnosticata troppo tardi. Allo stato attuale non ci sono metodi per prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 1, al contrario è possibile prevenire il diabete di tipo 2, più diffuso e che si sviluppa tendenzialmente in età adulta. La prevenzione è da considerarsi il metodo più efficace per scongiurare l’insorgere di questa forma di diabete, molto più efficace di qualsiasi farmaco.

Studi come il Diabetes Prevention Program e il Finnish Diabetes Prevention Study, infatti, hanno dimostrato che un’alimentazione sana e l’esercizio fisico permettono di ridurre del 58-60% il rischio di diabete per quelle persone che sono considerate predisposte allo sviluppo della malattia.

I fattori che individuano una persona come ad alto rischio di diventare diabetica sono:

  • Età superiore a 45 anni.
  • Sovrappeso (specialmente se localizzato all’addome).
  • Vita troppo sedentaria.
  • Parentela (a maggior ragione se di primo grado) con un diabetico.
  • Per le donne aver partorito un figlio di peso superiore a 4 Kg o aver sofferto di diabete gestazionale.
  • Glicemia a digiuno alterata (fra 110 a 125 mg/di).
  • Ipertensione arteriosa.
  • Appartenenza a gruppi etnici ad alto rischio (ispanici, asiatici, africani).
  • Peso alla nascita: neonati che pesano più di 4 kg o meno di 2,5 kg sono più a rischio di sviluppare insulino-resistenza e diabete da adulti.

Per un malato diabetico quali potrebbero essere le regole fondamentali per non aggravare la sua malattia e tenerla sotto controllo?

Sono le stesse buone regole che servono a prevenirlo ovvero: dieta bilanciata (mangiando meno grassi e zuccheri semplici, più frutta e verdura), controllo del peso, vita il meno possibile sedentaria, non fumare.

Si sente spesso dire che un paziente diabetico è più a rischio di infezione, é vero?

I soggetti diabetici hanno maggior suscettibilità alle infezioni di qualsiasi genere che possono decorrere in modo più severo rispetto ai non diabetici.

Diabete e COVID 19 : quanto è  pericolosa questa accoppiata?

La prevalenza delle persone affette da COVID-19 e diabete varia tra il 25 e il 50% a seconda delle nazioni coinvolte ed il decorso è spesso molto più grave  e più alta la  mortalità.

In conclusione quale messaggio dobbiamo portare a casa?

La” ricetta” è semplice: mangiare meglio e muoversi di più!