Colonscopia

Che cos’è la colonscopia?

La colonscopia è un esame diagnostico che consiste nell’esaminare la mucosa del retto, del colon e dell’ileo terminale mediante l’introduzione di una sonda flessibile attraverso l’ orifizio anale.

In base alle indicazioni, la colonscopia può essere condotta per esplorare il grosso intestino solo parzialmente (esempio rettoscopia, rettosigmoidoscopia, ecc…) o fino a visualizzare il fondo ciecale (colonscopia totale o pancolonscopia). Nel corso dell’esame, qualora vi sia indicazione, è possibile esplorare anche l’ileo terminale attraverso la valvola ileocecale, possono essere prelevati piccoli frammenti di mucosa (biopsia) per poi effettuare l’esame istologico e possono essere effettuate procedure aggiuntive diagnostiche o terapeutiche.

Come si esegue l’esame?

L’esame viene eseguito con un colonscopio, dotato in punta di una sorgente luminosa e di una piccola telecamera che invia le immagini ad uno schermo.

Dopo avere acquisito il consenso del paziente, generalmente si posiziona un accesso venoso periferico e si monitorizzano le frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno nel sangue e la pressione arteriosa. A seconda del giudizio dello Specialista  e in accordo con il paziente, può essere eseguita una sedazione mediante la somministrazione di un sedativo analgesico endovena o effettuare una sedazione profonda con l’anestesia (in questo caso eventuali protesi dentarie dovranno essere rimosse prima dell’esame).

L’esame viene eseguito preferibilmente sul fianco sinistro, ma nel corso della procedura può essere necessario cambiare posizione e possono essere effettuate manovre di compressione manuale dell’addome.

Che cosa accade durante la colonscopia?

Durante l’esame si insuffla aria in quantità adeguata per distendere le pareti degli organi da esaminare e facilitare la visione; questo può causare al paziente una sensazione di distensione addominale e meteorismo che non deve allarmare, in quanto assolutamente transitoria. Saranno monitorati frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno e, se necessario, attività elettrocardiografica.

Quanto dura l’esame?

L’esame dura in media tra i 15 ai 30 minuti, che può diminuire o aumentare in funzione del grado di difficoltà della progressione dell’endoscopio lungo il colon e della pulizia intestinale.

In che cosa consiste la preparazione?

Il colon deve essere completamente pulito per ottenere una procedura accurata e completa, perciò le istruzioni contenute nel foglio di Preparazione all’esame devono essere rispettate scrupolosamente. (Consulta e scarica il documento che trovi in fondo alla pagina)

É dimostrato infatti che un’incompleta pulizia intestinale aumenta il rischio di non visualizzare le lesioni durante la colonscopia.

Nel colloquio precedente l’esame è indispensabile che il medico venga informato di eventuali malattie o allergie di cui il paziente soffre, se il paziente assume farmaci e se portatore di pacemaker o di altre apparecchiatura impiantabile che possa interferire con gli strumenti elettromedicali. Nel caso in cui il paziente assuma farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti, in previsione dell’esame, potrebbe rendersi necessaria la loro sospensione o sostituzione previo consulto con lo Specialista di riferimento.

In che cosa consiste la biopsia?

In corso di colonscopia è possibile eseguire se necessario prelievi per l’esame istologico –piccoli campioni di tessuto prelevati con una specifica pinza– o prelievi citologici –campioni cellulari acquisiti con un particolare spazzolino-. Oltre ad aiutare nella distinzione tra lesioni benigne maligne, le biopsie sono utili per evidenziare la presenza di condizioni o lesioni precancerose del colon.

Che cosa sono i polipi e perché vengono rimossi?

La polipectomia è una tecnica endoscopica che consente l’asportazione dei polipi del colon, ovvero escrescenze anomale che crescono dal rivestimento del colon, mediante l’utilizzo di particolari accessori e che generalmente vengono collegati ad un elettrobisturi che eroga corrente diatermica. In alcuni casi la polipectomia può essere effettuata senza far uso di corrente di diatermica (tecnica “a freddo”).

Cosa succede dopo l’esame?

Dopo l’esame il paziente potrebbe avvertire il permanere di gonfiore e dolore addominale che normalmente si esauriscono in alcuni minuti senza necessità di manovre o terapie aggiuntive. In  alcuni casi però potrebbe essere necessario il posizionamento di una sonda rettale allo scopo di facilitare l’eliminazione dell’aria insufflata durante l’esame.

Nel caso in cui vengano effettuate manovre terapeutiche, a seconda del giudizio del Medico, può essere indicato un’osservazione clinica più prolungata. Qualora l’esame sia eseguito in sedazione, al termine possono permanere temporaneamente sonnolenza, capogiri, visione offuscata o doppia. Ad ogni modo il paziente può essere dimesso solo se accompagnato e non può guidare auto o motoveicoli o compiere manovre a rischio o che richiedono particolare attenzione nelle 24 ore successive alla procedura.

La ripresa delle terapie in corso, dell’alimentazione e l’assunzione di liquidi sono concordate con lo Specialista al momento della dimissione.

Se non è stata praticata alcuna sedazione il paziente potrà tornare a casa anche da solo. A distanza di alcune ore si potrebbero verificare segni di complicanze tardive correlate all’esame. É importante pertanto riconoscere i segni precoci di possibili complicanze: sintomi d’allarme sono: dolore, tensione addominale, sudorazione con ipotensione, comparsa di febbre, sanguinamento con emissioni di sangue rosso vivo o scuro, alvo chiuso a feci e gas. In tal caso è consigliabile recarsi al pronto soccorso.


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